SCARPE DA PUNTA? QUANDO E COME FARE…

SCARPE DA PUNTA:QUANDO E COME FARE
(tratto dalla tesi di laurea in scienze motorie e sport della Dott.ssa Ilaria Fontana)

Il ballo en pointe (in punta) è una forma di danza che si avvale di una particolare tecnica che consente di eseguire passi sollevandosi sulle punte dei piedi. Normalmente per ballare en pointe si utilizzano specifiche calzature, le cosiddette scarpette da punta, la cui punta è rinforzata con accorgimenti particolari.
La realizzazione presuppone che il piede si alzi da terra scaricando il peso sulla punta. Si impone così l’esigenza di un paio di scarpe capaci di assecondare questo movimento, con lo scopo di migliorare l’aspetto estetico delle ballerine e di donare maggiore grazia e leggerezza ai movimenti.

DIFFERENZA TRA SCARPETTA  DA MEZZA PUNTA E LE PUNTE

La prima cosa da definire è la differenza che sussiste tra le scarpette da mezza punta e da punta. Le scarpette da mezza punta sono fatte sia di pelle, sia di stoffa che di raso. Le dita sono piegate all’interno della suola che ha una soffice piattaforma di pelle. La soletta può essere intera o a doppia goccia. Quella a doppia goccia è più flessibile e viene usata spesso dai professionisti. La soletta intera, invece, fa lavorare meglio il collo del piede poiché presenta una maggiore resistenza. Le scarpette da mezza punta, sia con la soletta intera che con quella a goccia, sono completamente flessibili tanto da poter essere arrotolate in una sfera. Hanno, inoltre, un cordoncino fatto di un altro tessuto od elastico che rimane attaccato a livello del collo del piede. Queste scarpe non permettono di salire in punta ma di eseguire solo i passi scaricando il peso sull’avampiede.

Le Scarpette da punta sono l’emblema della danza classica. Le punte sono le scarpe più difficili da indossare bene.

La punta è formata da tre parti principali:

  • Tomaia o parte esterna
  • Imbottitura (l’embout)
  • Soletta

immagine scarpa

Come sceglierle? Come indossarle?

La scelta corretta della calzatura è fondamentale per la salute del piede del danzatore. Una scarpa per adempiere la sua funzione deve essere indossata comodamente. E’ compito del ballerino decidere la morfologia e gli eventuali adattamenti d’applicare alla scarpa.

La scelta della scarpa dipende dal confronto delle dimensioni del piede da seduti ed in ortostatismo. Per decidere la dimensione della scarpa, si misurano tre elementi: la distanza che va dal tallone al dito del piede più lungo, dal tallone all’avampiede, e l’ ampiezza Comunque è consigliato adattare la scarpetta misurando dal tallone all’avampiede, anziché dal dito del piede più lungo.

Le scarpe devono adattarsi perfettamente al piede. E’ importante, una volta indossate, verificare che gli alluci siano fisiologicamente allungati all’interno dell’imbottitura senza subire pressione, e che dunque non tocchino la fine della scarpa, ed allo stesso tempo, non abbiano un grande margine di movimento. Infatti una continua pressione può causare irritazione alle unghie (unghie incarnite ed unghie blu) e alle dita stesse (deformazioni agli alluci). E’ uso utilizzare anche protezioni per le dita. La protezione più utilizzata è rappresentata dal “proteggi punta” di cui ne esistono in cotone, gommapiuma e silicone.
Per verificare la dimensione, è necessario tendere la punta e pizzicare il tessuto a livello del tallone. Se è impossibile, significa che la scarpa è troppo piccola, al contrario, la scarpa risulta troppo grande.
Anche il cordoncino che contorna la scarpina non va legato troppo stretto e deve passare un dito tra tessuto e la cute. Calzature troppo strette possono causare vesciche, calli e irritazioni al tendine d’Achille in conseguenza al continuo sfregamento.
Immagine piede

1_dal tallone al dito più lungo.

2_dal tallone all’avampiede.

3_ampiezza

 

 

Quando incominciare a lavorare con le punte?
Le difficoltà nella danza classica sono notevoli e richiedono uno studio preliminare approfondito che consente d’impostare correttamente il corpo e rinforzare i muscoli che servono da sostegno (in modo particolare quelli degli arti inferiori e del tronco). Nonostante l’utilizzo di calzature adeguate, lo studio e la pratica, possono comunque manifestarsi dei dolori e causare seri problemi ai piedi e alla colonna vertebrale. Ecco perchè Il piede deve essere allenato, ben stabile, la caviglia dev’essere ben sostenuta dal lavoro muscolare, soprattutto in en-dehors (extrarotazione delle anche), dove non si devono assolutamente acquisire atteggiamenti incongrui.
L’ideale per iniziare lo studio della danza con scarpa da punta è tra i 10 e i 12 anni, poiché il piede nei primi anni di vita continua a crescere e cambiare. Nei primi 10 anni di età il piede è invece ancora troppo immaturo e i nuclei di accrescimento delle ossa, sono ancora troppo suscettibili al danno. Infatti in questa fascia d’età l’accrescimento del piede si è concluso quasi definitivamente e sono richieste condizioni molto importanti: la ballerina deve essere dotata di un tronco stabile e forte, deve sapere controllare e mantenere il corretto aplomb a livello dell’arto inferiore, deve saper eseguire correttamente i fondamentali tecnici e possedere un buon en-dehors. Per questo è fondamentale uno studio e potenziamento preliminare di tronco e spalle che può durare dai 4 ai 6 anni.
Ancor più importante è la preparazione della punta mediante lo studio propedeutico della mezza punta. La ballerina deve saper eseguire correttamente il lavoro in mezza punta prima di imparare l’uso della scarpa da punta. In conclusione, l’importanza dello studio attento e meticoloso della punta nella danza classica non deve essere troppo precoce per evitare di incorrere in lesioni ossee (fratture da stress), articolari (alluce valgo), tendinee e legamentose. Una tecnica errata inoltre costituisce un fattore aggravante, capace di far perdurare nel tempo e peggiorare, patologie inizialmente magari banali.

Fonte: Ilaria Fontana

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